Riordinare la disciplina dei servizi sociali e introdurre un Testo unico. Una riforma che punta a semplificare le procedure, migliorare l’assistenza sul territorio e rendere più efficaci gli interventi a favore delle persone in difficoltà.
A illustrare gli obiettivi del provvedimento è Fiovo Bitti, consigliere del CNEL e relatore del disegno di legge, che sottolinea la necessità di aggiornare gli strumenti a disposizione delle famiglie, degli enti locali e degli operatori sociali.
Tra le misure previste c’è una maggiore integrazione tra servizi sociali e sanitari, anche attraverso le Case della Comunità, per coordinare meglio gli interventi. Particolare attenzione viene riservata alle persone con disabilità, attraverso progetti di vita personalizzati, e alle famiglie che assistono persone non autosufficienti, con il riconoscimento del ruolo dei caregiver.
Il testo punta inoltre a rafforzare il pronto intervento sociale per affrontare le situazioni di emergenza, prevenire le condizioni di fragilità e garantire prestazioni essenziali uniformi in tutte le regioni, senza ridurre le tutele esistenti.
Un altro cambiamento riguarda la semplificazione burocratica. Grazie all’integrazione delle banche dati pubbliche, i cittadini non dovrebbero più essere costretti a presentare documenti e informazioni già in possesso della pubblica amministrazione. È previsto anche l’impiego di strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, nel rispetto della privacy.
«Non si tratta di stravolgere un quadro consolidato negli anni, ma di rendere ancora più efficace ed efficiente l’azione quotidiana dei servizi sociali», afferma Bitti. L’obiettivo, aggiunge, è rafforzare la capacità delle amministrazioni pubbliche, in sinergia con il Terzo settore, di rispondere ai nuovi bisogni sociali e demografici.
Il disegno di legge prevede che il Governo adotti il Testo unico entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. La proposta si inserisce in un percorso di aggiornamento del sistema dei servizi sociali, chiamato a rispondere alle esigenze di oltre 2,3 milioni di persone seguite dai servizi territoriali, tra cui numerosi minori e famiglie con figli.