RENNA DEL CONSORZIO CERRETO, REPLICA AL SINDACO

Egr. sindaco Grando,
leggo con piacere il suo post su Facebook con il quale annuncia un incontro finalizzato a chiarire,
finalmente, come intenda procedere con il Piano Olmetto. Le sue inopportune e consuete acredini
verso i ricorrenti sono totalmente fuori luogo visto che io per primo le ho chiesto più di una volta un
incontro chiarificatore, l’ultima volta, pubblicamente, in data 12 Gennaio u.s.. Quindi, finalmente,
forse, conosceremo la visione integrata di questo progetto che lei per primo ha più volte cambiato
facendo sempre perdere la visione d’insieme che però, a mio avviso è ad alto rischio per i lottisti, ma
non certo per loro colpa come vado di seguito a spiegare proprio in qualità di ricorrente come lei ha
citati. Il TAR ha in parte dato per inammissibile ed in parte irricevibile il nostro ricorso, ma non ha
scritto che avessimo torto nel merito per cui tutto resta aperto nella sostanza. Viceversa peccato che
lei ometta di dire che la prima volta il comune abbia disertato l’udienza e sia stato convocato
d’urgenza, e la seconda abbia dichiarato che l’iter è ancora in corso e si sia difeso affermando che sia
trascorso troppo tempo per portarlo in giudizio, fornendo la sponda per il discutibile approccio del
TAR. Quindi non abbiamo torto a dire che le procedure siano incomplete. Oltre a ciò sono state citate
cose assolutamente non vere. Vogliamo parlare degli atti che il segretario ha dovuto ammettere non
essere stati trovati?. O forse vogliamo parlare di quanto abbiamo potuto sapere solo grazie ad un
Commissario ad Acta che proprio il TAR fu costretto a nominare visto il rifiuto di fornire i documenti
da parte del Comune? Lei si è sempre nascosto dietro l’affermazione che fosse tutto fermo per colpa
di chi ha presentato il ricorso, ma sa benissimo che ciò non è vero in quanto non è stata da noi chiesta
la sospensiva proprio per poter lasciare uno spiraglio al dialogo. La tattica del comune è stata di
perdere tempo, approvando delibere in tempi successivi in modo da blindare i propri errori per poi
piangere al TAR, anche dopo aver corretto gli sbagli da noi lamentati. La verità è che solo i nostri
ricorsi hanno permesso di rendere la procedura un minimo aderente alla legge, ciò è accaduto per la
VAS prima e per le tabelle millesimali ora. Ma serve andare oltre per cui andiamo al sodo e parliamo
dei punti che noi riteniamo essere un rischio. Non se ne abbia a male se mi riferisco a lei in prima
persona ma è riferito all’operato delle cariche di sindaco e assessore all’urbanistica che convivono in
lei. 1) L’ufficio, con DD 779/2024, ha affidato a maggio 2024 il compito “…PER VERIFICA
CONSISTENZA CATASTALE DEI LOTTI IN LOCALITÀ “OLMETTO/MONTERONI” FINO AL
RAGGIUNGIMENTO…”, immaginiamo per redigere le tabelle millesimali, necessarie dopo poter aver
letto il nostro secondo ricorso in cui lamentavamo la mancanza dei parametri di riferimento per la
costituzione del Consorzio. Quindi la nostra prima domanda è: a quale 75% pensava dovessimo
riferirci per costituire il consorzio prima di quella DD? Visto che le tabelle richieste sono state
consegnate ad agosto e saldate ad Ottobre, perché non le rende pubbliche visto che esse sono i
parametri che tutti dovremmo rispettare? E’ evidente che la procedura era fallata se avesse inviato le
lettere prima di oggi. Ma soprattutto, il 75% di cosa visto che l’affidamento è, per usare un
eufemismo, sintetico al punto di non capire cosa sia stato pagato?; 2) Lei, solo dopo il nostro primo
ricorso, ha attivato la procedura VAS ricevendo le prescrizioni dalla Regione. Lei sa bene che ATO
2 non ha ancora finanziato o pianificato i lavori la realizzazione di adeguata fornitura idrica e
depurativa. Allora la domanda è: le fogne che dovremo realizzare dove dovrebbero mai connettersi?
e chi pagherà il tratto ad oggi mancante di molte centinaia di metri e impianti di sollevamento? Come
è possibile imporre un consorzio che non ha idea di dove scaricherà le fogne né chi pagherà buona
parte del sistema, e non sa neanche quando potrà avere l’acqua?; 3) Lei ha imposto nell’atto d’obbligo
una clausola che impone di firmare che i lottisti che aderiranno al consorzio “
…si obbligano per sé e
per ogni avente causa a qualsiasi titolo con rinuncia espressa ad ogni opposizione giudiziale e
stragiudiziale, fino al completo assolvimento degli obblighi assunti attestato da parte del Comune”. E’
chiaramente una clausola vessatoria che faciliterebbe le violazioni della legge in merito alle normative
ANAC, ed anche di peggio. Ma soprattutto è una cambiale in bianco perché chi la firma visto che non
sa ancora se il consorzio cui vorrebbe poter aderire sarà volontario o costituito d’ufficio dal comune
secondo regole che non sono scritte da nessuna parte, magari con dei politici a guidarlo; 4) Lei ha
inserito (delibera di Giunta 87/2022) una clausola che afferma: “che il Comune nel caso non si raggiunga
l’adesione al Consorzio nella misura di almeno il 75% del valore catastale dell’intero comparto, procede
all’escussione delle somme dovute dai proprietari delle aree del P.d.L., di cui alla scheda di pagamento inviata
con la notifica, al fine di realizzare le opere e le infrastrutture pubbliche del Piano di Lottizzazione di cui alla
Relazione tecnica e preventivo di spesa (Tav. 1 e 1-bis)”. Sia tratta di un’altra clausola vessatoria che
impone di pagare tutto in anticipo al Comune che potrebbe benissimo dirottare i fondi in altri capitoli
di spesa. Ma soprattutto lei sa che la Tav 1 bis non è mai stata commissionata ed è perciò di dubbia
regolarità amministrativa? O magari il fatto che ci siano ancora 3 diverse Tav 6 delle quali quella
considerata ufficiale non risulta consegnata dal professionista ed assunta per valida d’ufficio? Questo
lo abbiamo saputo solo pagandoci un ricorso al TAR perché il Comune non dava i documenti
regolarmente richiesti con regolare accesso agli atti. 5) Nel caso in cui non si raggiungesse il 75%
con quale procedura intende far partire il consorzio d’ufficio, una nomina di sua penna o una
democratica assemblea costituente? Tutte vicende che lei ha detto al TAR di non poter più essere
tirate in ballo ma alle quali non ha mai risposto neanche prima. Quindi noi abbiamo rispettato le
regole mentre il comune di Ladispoli ha di volta in volta aggirato gli ostacoli creando però un mostro
amministrativo che potrebbe stritolare economicamente intere famiglie per anni senza produrre
risanamento urbanistico perché non ci sono le condizioni economiche e di diritto, con in più il rischio
di favorire abusi, uno per tutti il costo, a prescindere, del 10% annuo di gestione consortile che può
significare gettoni e prebende varie. Avremmo tutta una serie di dubbi come il fatto che un atto di
indirizzo venga discusso in Giunta e non in Consiglio Comunale, che l’opzione della adozione
d’ufficio sia stata deliberata da chi l’ha preceduta approfittando di firme non certificate, e tanto altro
ancora ma siamo gente seria e vorremmo andare avanti, ma non mettendo a rischio la salute
economica di intere famiglie. Per la seconda volta vediamo discussioni aperte via social, che magari
fa tanto fico ma non tutti leggono. Forse era più istituzionale ed adeguato un avviso pubblico? Vuole
convincere i lottisti?. Allora magari cominci chiarendo i 5 punti che le ho elencato sopra ed ascolti
cosa ne pensa la gente. Nel frattempo magari si prenda cura delle scoline e della strada pubblica che
non viene curata da decenni, o magari installi qualche fototrappola e le telecamere visto che l’unica,
posta all’ingresso della via Aurelia, ci dicono si dice sia guasta da anni.
Distinti saluti,
Roma 20 Gennaio 2025 Massimo Renna

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