Presentazione del dossier “Tarquinia Capitale Italiana della Cultura 2028 – La cultura è volo”

È stato presentato ieri, lunedì 24 novembre, nell’Aula Consiliare del Comune di Ladispoli, il dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, intitolato “La cultura è volo”. Una candidatura che nasce da un percorso solido e condiviso, avviato nel 2022 grazie al lavoro della DMO Etruskey, rete che riunisce enti pubblici e privati impegnati nella valorizzazione del patrimonio etrusco e nello sviluppo sostenibile del territorio.
Accanto al Comune capofila Tarquinia, partecipano undici Comuni della rete, tra cui Ladispoli, in un progetto che si distingue per coesione, visione e collaborazione territoriale.
Nel suo intervento, il Sindaco Alessandro Grando ha sottolineato: «Questa candidatura non è un punto di arrivo, ma un passo importante di un percorso costruito insieme. Il nostro territorio possiede una ricchezza culturale unica e solo attraverso il lavoro di squadra possiamo valorizzarla e trasformarla in un’opportunità di crescita per tutte le nostre comunità».
A ribadire l’importanza della collaborazione è stato anche l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa, che ha affermato: «La vera forza di questo progetto è la rete: istituzioni, associazioni, comunità e territori che scelgono di muoversi insieme. È questa compattezza che dà valore alla nostra candidatura e ci permette di guardare al futuro con fiducia e ambizione».
Il dossier introduce il concetto innovativo di “Capitale della Cultura Diffusa”, che mira a distribuire attività e opportunità culturali in tutti i Comuni coinvolti, rendendo ogni realtà protagonista e generando un impatto sociale, economico e culturale più ampio e inclusivo.
La visione si articola lungo quattro direttrici strategiche: sviluppo sostenibile, inclusione, rigenerazione e educazione al patrimonio, in linea con gli indicatori UNESCO “Cultura | 2030”.
La presentazione ha riunito istituzioni, accademici e realtà culturali che sostengono con convinzione una candidatura capace di restituire centralità a un territorio millenario e di costruire un modello virtuoso, replicabile e fortemente identitario.
Un percorso comune che conferma una verità semplice e potente: la cultura è “volo”, quando a sostenerla è una rete che sa crescere e camminare insieme.

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