LADISPOLI – Non solo un nuovo spazio sportivo per i giovani, ma anche il simbolo di un modello di sviluppo urbano che solleva interrogativi sulla gestione del territorio. È quanto emerge dall’analisi delle recenti operazioni edilizie legate alla realizzazione dello skatepark di via Firenze.
Il progetto, apprezzato per la sua funzione aggregativa, sarebbe infatti il risultato di un meccanismo ormai consolidato: quello delle compensazioni urbanistiche. Secondo quanto denunciato, l’area inizialmente destinata a uso pubblico sportivo avrebbe lasciato spazio alla costruzione di villette di fascia medio-alta, con valori stimati intorno ai 380 mila euro, mentre la struttura sportiva è stata successivamente delocalizzata in un’altra zona della città.
“Non si tratta di una semplice riqualificazione – si legge nella nota – ma di una scelta politica che incide direttamente su come cresce la città e su chi ne trae beneficio. Quando un’opera pubblica nasce come effetto collaterale di un intervento privato, si passa dalla pianificazione alla compensazione”.
Un modello che, secondo i firmatari, non rappresenterebbe un caso isolato. Viene infatti evidenziato come accordi di edilizia concordata stiano progressivamente trasformando il territorio, con un presunto squilibrio tra il valore generato per i privati e quanto restituito alla collettività. Richiamati anche precedenti locali, tra giardini pubblici e spiagge inclusive, che nel tempo avrebbero assunto una crescente vocazione commerciale.
Sul piano operativo, si registrano inoltre ritardi nei lavori: il cantiere ha subito una proroga di 45 giorni, con nuova scadenza fissata al 4 aprile, in concomitanza con il Sabato Santo. Una tempistica che, secondo i critici, potrebbe ulteriormente slittare, alimentando perplessità sull’efficienza del sistema.
Al centro del dibattito resta quindi non tanto la realizzazione dello skatepark, quanto la visione complessiva di sviluppo urbano di Ladispoli, tra esigenze pubbliche e interessi privati.
La nota è a firma di Sinistra Italiana Ladispoli – AVS, circolo “Mahsa Amini”.