Sinistra Italiana Ladispoli interviene nel dibattito sulla gestione delle persone senza fissa dimora, criticando l’approccio adottato dall’amministrazione comunale e sostenendo la necessità di politiche sociali capaci di coniugare sicurezza e inclusione.
Secondo il circolo cittadino, il fenomeno della povertà e dell’emarginazione non può essere affrontato esclusivamente con strumenti repressivi o attraverso l’impiego delle forze dell’ordine. “La povertà, l’emarginazione e il disagio sociale non si cancellano con un’ordinanza, né con l’intervento di Carabinieri e Polizia”, si legge nella nota. Per Sinistra Italiana, alle forze dell’ordine spetta il compito di garantire la sicurezza, mentre la gestione delle situazioni di disagio dovrebbe essere affidata ai servizi sociali e a percorsi di inclusione.
Nel comunicato viene inoltre contestata l’azione amministrativa del Comune di Ladispoli, accusato di non aver costruito negli anni una rete di interventi in grado di affrontare il problema in modo strutturale, coinvolgendo il terzo settore e programmando servizi adeguati. Secondo il partito, si sarebbe invece scelto di trasformare una questione sociale in un problema di ordine pubblico.
Sinistra Italiana sostiene che la sicurezza non possa essere garantita semplicemente allontanando le persone più fragili, ma debba nascere dalla prevenzione del disagio, dal sostegno a chi vive situazioni di difficoltà e dalla creazione di alternative concrete. “Una città che rinuncia a prendersi cura dei più fragili non diventa più sicura: diventa soltanto meno giusta”, afferma il comunicato.
Nella nota trovano spazio anche critiche a quella che viene definita una deriva alimentata dalla propaganda politica, accusata di favorire intolleranza e divisioni sociali. Il circolo ribadisce inoltre il proprio rifiuto di ogni forma di fascismo e di qualsiasi manifestazione di intolleranza.
In conclusione, Sinistra Italiana Ladispoli invita l’amministrazione a puntare su “idee, coraggio e una visione capace di coniugare sicurezza e solidarietà”, sottolineando che la politica debba misurarsi sulla capacità di risolvere i problemi e non di nasconderli. “La povertà non è un reato, e una città davvero sicura è quella che non lascia indietro nessuno”, conclude il comunicato.