Importante riconoscimento per il luogotenente dei Carabinieri Massimiliano Ciliberti, attualmente in servizio presso la caserma dell’Arma di Ladispoli. Il militare è stato insignito della Medaglia d’Argento con Spade pro Merito Melitensi, una delle più significative onorificenze conferite dal Sovrano Ordine di Malta a coloro che si distinguono per meriti particolari e per il servizio reso alla collettività.
Nato a Pompei nel 1968, Ciliberti ha iniziato la sua carriera nell’Arma dei Carabinieri il 18 settembre 1991, quando venne incorporato nel 1° Battaglione Allievi Sottufficiali Carabinieri di Velletri. Da allora ha costruito un percorso professionale caratterizzato da impegno, dedizione e numerosi riconoscimenti istituzionali.
Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto importanti attestazioni di merito. Nel 2008 gli venne conferito l’attestato di Pubblica Benemerenza dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre nello stesso anno ottenne anche la Croce d’Argento. Nel settembre del 2015 fu insignito del fregio di “Ferito in Servizio” a seguito di un intervento operativo effettuato a Ladispoli, durante il quale riportò gravi lesioni che resero necessario un intervento chirurgico.
Particolarmente significativo anche il riconoscimento ricevuto nel luglio 2016 dal Comune di Ladispoli, che gli conferì un encomio per l’attività svolta al servizio della cittadinanza e per il contributo investigativo che portò all’individuazione e all’arresto della responsabile dell’omicidio di Corrado Valentini, avvenuto a Marina di San Nicola e risolto in tempi rapidissimi.
Nel 2017 gli venne concessa la Croce d’Oro e, nello stesso anno, la promozione al grado di maresciallo maggiore. Nel 2020 è stato promosso luogotenente e l’anno successivo ha ottenuto il grado di luogotenente Carica Speciale.
Nel corso della sua attività investigativa e operativa, Ciliberti ha preso parte a circa quattrocento arresti nell’ambito di numerose operazioni di servizio. Tra queste figura l’operazione “Ganimede”, considerata una delle prime e più importanti in Italia contro la pedopornografia minorile internazionale, che portò all’arresto di sette persone.
Ha inoltre partecipato a operazioni di particolare rilievo contro la criminalità organizzata, contribuendo all’arresto di esponenti di spicco della mafia e collaborando a delicate indagini di livello nazionale. Tra queste anche le attività investigative che consentirono l’identificazione degli autori dell’omicidio del giuslavorista e consulente governativo Massimo D’Antona, assassinato a Roma nel 1999 dalle Nuove Brigate Rosse.
La Medaglia d’Argento con Spade pro Merito Melitensi rappresenta dunque l’ennesimo attestato di stima per un servitore dello Stato che, in oltre trent’anni di carriera, ha dedicato la propria attività alla tutela della legalità, della sicurezza pubblica e della collettività.