Ladispoli ha celebrato l’otto marzo con un evento che ha coniugato sensibilizzazione ed arte

“Ladispoli ha celebrato l’otto marzo con un evento che ha rilanciato la necessità di non abbassare la guardia nei confronti del tragico fenomeno dei femminicidi. Dall’inizio dell’anno sono state già uccise 21 donne, una strage contro cui anche le istituzioni locali hanno il dovere di scendere in campo con iniziative di sensibilizzazione”.

Con queste parole il sindaco Alessandro Grando è intervenuto all’incontro “Donna: una tavolozza di colori” che ha richiamato oltre cento persone nella sala conferenze di via Odescalchi a Ladispoli.

“Ringraziamo – prosegue il sindaco Grando – la delegata alla tutela delle donne vittime di violenza, Lucia Cordeschi, la delegata all’arte, Felicia Caggianelli ed il delegato alle politiche sociali, Fiovo Bitti, che hanno organizzato un’iniziativa dal duplice valore. Oltre a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla violenza sulle donne, ha regalato una mostra di opere realizzate dalle artiste di Ladispoli e Cerveteri, dipinti e sculture che hanno incantato il folto pubblico che gremiva la sala. Sensibilizzazione sociale ed arte, un binomio vincente che la nostra città vuole continuare a realizzare, avvalendosi del fondamentale contributo delle donne che notoriamente hanno una marcia in più. Grazie anche alle artiste che ci hanno deliziato con le loro creazioni. Un elogio ai bambini delle scuole Corrado Melone e Fumaroli che hanno realizzato disegni sulla figura della donna, vista con gli occhi innocenti dei più piccoli”.

Nel corso dell’incontro, la responsabile dello Sportello antiviolenza di Ladispoli Amelia Argirò, ha evidenziato la preoccupante crescita delle richieste di aiuto da parte delle donne, un fenomeno che si è incrementato durante la pandemia.  All’evento, grazie alla collaborazione del delegato Marco Cecchini,  hanno partecipato anche numerosi esponenti della comunità dei sordi di Ladispoli che hanno potuto seguire tutti gli interventi grazie al linguaggio dei segni di una interprete. Le volontarie di Protezione civile, Fare Ambiente, Avalon e Associazione nazionale polizia penitenziaria hanno raccontato la loro esperienza sul campo dove le donne sono sempre più in prima fila.

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