Martedì 4 Ottobre 2022

Ladispoli Attiva: Ladispoli (non) è un paese per giovani,un altro fallimento dell’amministrazione Grando” In evidenza

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Lunedì, Febbraio 14, 2022 18:30

Uno dei settori più trascurati dall’attuale Amministrazione comunale di Ladispoli è stato - senza timore di smentita - quello delle politiche giovanili

 

Abbiamo letto il programma elettorale di cinque anni fa con il quale Alessandro Grando è stato eletto e dobbiamo ammettere che al tempo il nostro “giovane” sindaco si dimostrava assai più sensibile al tema.

Si parlava di valorizzazione del CAG (centro di aggregazione giovanile) di Viale Mediterraneo che - secondo Grando - doveva “diventare il fulcro dell'associazionismo giovanile e delle attività del Consiglio comunale dei giovani” grazie anche ad una profonda opera di ristrutturazione. Non solo non è stato dato seguito a tale progetto, ma addirittura a quella sede è stata cambiata destinazione d’uso, trasferendo lì la sede della polizia locale, senza trovare una valida alternativa per il centro destinato ai giovani del territorio.

Ma le idee di Grando sui giovani non finivano di certo qui. Nel suo programma elettorale si può leggere anche di una serie di progetti molto ambiziosi come quello di “promuovere l'associazionismo giovanile e l'organizzazione di eventi autogestiti” con risorse economiche specifiche; creare uno sportello per il lavoro giovanile in collaborazione con le imprese del territorio; promuovere gemellaggi e viaggi di scambio; favorire lo scambio di esperienza fra anziani e giovani, attraverso la promozione di attività comuni all’interno dei centri di aggregazione; istituire i Giochi della Gioventù, organizzati dal Consiglio comunale dei giovani in collaborazione con gli Istituti scolastici; favorire la creazione di una web radio gestita dai ragazzi e tanto altro.

Cosa è stato fatto in merito a tutti questi progetti interessantissimi? Semplice: il nulla cosmico.

Eppure nel recente passato Ladispoli è stata un fecondo laboratorio politico per quanto riguarda le politiche giovanili, raggiungendo l'apice nel 2013 quando sotto la consiliatura Matteo Forte/ Ion Marian si vinse il bando regionale di riferimento. A quel tempo si era dato vita alla Consulta delle politiche giovanili, composta da tantissime associazioni, che ha poi portato alla nascita di un progetto come la web radio “Voice Over”, capace di appassionare e stimolare le nuove generazioni. Sempre in quel periodo, il consiglio comunale dei giovani coinvolgeva tantissimi ragazzi che venivano avvicinati alla vita pubblica attraverso progetti partecipati all'interno delle scuole.

Di quella fase di fermento, oggi, alla luce del buco nero rappresentato dall'attuale amministrazione per le politiche giovanili, resta soltanto il ricordo di chi, da studente o militante, l’ha vissuta in prima persona.

Le ultime tappe di questo inesorabile declino sono state, durante questa consiliatura, la chiusura del consiglio comunale dei giovani (mai più riattivato con nuove elezioni) e la nomina di delegati fantasma: prima Edoardo Imperi, del quale non si è avuta traccia per 3 anni, poi Edoardo Petrone, che ha finora seguito le impalpabili orme del suo predecessore.

Ora che si approssima la scadenza del mandato elettorale, strumentalmente, in seguito a fatti di cronaca poco edificanti, il sindaco fa mostra di preoccuparsi del disagio giovanile, pensando di colmare 5 anni di vuoto attraverso qualche dichiarazione contro bullismo e cyberbullismo.

Ma la verità è che questi fenomeni si fronteggiano offrendo ai giovani cultura e canali di espressione e partecipazione alla vita della comunità, non con il disinteresse e l'immobilismo assoluto di cui questa classe dirigente ha dato prova.

Il programma elettorale del 2017 sta lì a dimostrare che dalle parole non è seguito alcun atto politico, tanto che in molti stanno cominciando a chiedersi: ma Ladispoli è davvero un paese per giovani?

Noi di Ladispoli Attiva siamo convinti di sì. Nella nostra squadra ci sono molti di quelle ragazze e ragazzi che nel 2013 parteciparono a quel momento virtuoso per le politiche giovanili e non vedono l’ora di poter rimettere queste tematiche al centro dell’azione amministrativa della nostra città, investendo su formazione culturale e professionale e restituendo ai giovani spazi fisici e immateriali per l’esercizio consapevole e partecipato del loro essere cittadini.

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