Fiumicino – Un sistema consolidato di affidamenti diretti pilotati, gare d’appalto spezzettate e proroghe illegittime. È quanto emerge dall’inchiesta condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e coordinata dal procuratore della Repubblica di Civitavecchia, Alberto Liguori, che ha portato all’emissione di 13 misure cautelari nei confronti di amministratori, funzionari comunali e operatori economici.
Secondo gli inquirenti, alcuni imprenditori avrebbero stretto rapporti “anomali” con esponenti politici e amministrativi del Comune di Fiumicino, ottenendo commesse pubbliche in maniera privilegiata. In cambio, i pubblici ufficiali avrebbero perseguito vantaggi di carriera e visibilità politica.
Due fasi dell’inchiesta
Il procedimento è stato scandito in due momenti.
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La prima fase, lo scorso 13 giugno, ha riguardato gli appalti del settore sociale: 4 le misure cautelari emesse, in assenza di interrogatori preventivi per il rischio di inquinamento probatorio.
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La seconda fase, appena conclusa, ha invece riguardato gli appalti nei settori culturale e produttivo, con riferimento agli eventi estivi 2024 nelle località di Fregene, Passoscuro, Torre Clementina, Aranova e Corte Villa Guglielmi, oltre alle luminarie natalizie a Fiumicino Paese e Isola Sacra. In questa tranche sono state adottate altre 9 misure cautelari, dopo gli interrogatori degli indagati.
Le misure eseguite
Nel dettaglio, sono stati disposti:
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3 arresti domiciliari: il direttore artistico del Comune di Fiumicino e due imprenditori;
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4 misure coercitive (obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) per due assessori, un funzionario comunale e un operatore economico;
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1 sospensione di 12 mesi dalle funzioni per un dirigente comunale;
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1 divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per 12 mesi nei confronti di un imprenditore.
Il sistema sotto accusa
Le indagini hanno ricostruito un meccanismo basato sullo spezzettamento artificioso degli appalti per evitare le gare pubbliche, su gare farsa dall’esito già predeterminato e su proroghe illegali a favore di cooperative e società compiacenti.
Un dato su tutti: una delle cooperative coinvolte avrebbe ottenuto 42 appalti per oltre 4,1 milioni di euro, ma avrebbe emesso fatture per un importo più che doppio, pari a 9,4 milioni di euro.
Il procedimento è nato da una verifica fiscale su una società che tra il 2018 e il 2023 ha emesso fatture inesistenti per oltre 1,4 milioni di euro. I fondi, una volta incassati, venivano immediatamente prelevati in contanti o trasferiti su conti esteri.
I ruoli chiave
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Direttore artistico: avrebbe trasformato la sua funzione in un potere di fatto sugli affidamenti, scegliendo in anticipo gli imprenditori destinatari dei contratti.
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Dirigente SUAP e cultura: firmatario degli atti amministrativi, avrebbe dato parvenza di legalità a procedure ritenute fittizie.
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Funzionario ufficio cultura: in costante contatto con il direttore artistico, avrebbe favorito imprenditori prescelti in cambio di prospettive di carriera.
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Assessore alle attività produttive: indicato come collegamento tra direttore artistico e imprenditori beneficiari.
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Assessore alla cultura e al turismo: accusato di avere avuto un ruolo determinante nel pilotaggio degli affidamenti per le luminarie e di aver esercitato pressioni politiche sugli uffici.
Le ragioni di interesse pubblico
La Procura sottolinea che la gravità dei fatti emerge anche dalle misure interdittive e custodiali applicate, con controlli elettronici e divieti di comunicazione imposti agli indagati per scongiurare la reiterazione dei reati.
Un quadro che, secondo gli investigatori, evidenzia la commistione tra pubblico e privato, con funzionari e politici comunali che avrebbero agito nell’interesse diretto degli imprenditori amici, a discapito della trasparenza amministrativa.
Stato del procedimento
Tutti gli indagati restano comunque presunti innocenti fino a sentenza definitiva. Alcuni si trovano agli arresti domiciliari, altri sottoposti a obblighi di dimora o sospesi dall’incarico. Il procedimento penale è in corso e le difese avranno modo di far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.