Un intervento complesso e delicato quello portato a termine dalla Guardia Costiera al largo di Civitavecchia, dove un marittimo italiano di 61 anni è rimasto gravemente ferito mentre si trovava a bordo di un motopesca della marineria locale impegnato in una battuta di pesca.
L’incidente è avvenuto a circa 18 miglia dalla costa, dove nella mattinata è scattata la richiesta di soccorso per il componente dell’equipaggio, colpito da un grave infortunio mentre era al lavoro sul peschereccio.
La segnalazione è arrivata alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, che ha immediatamente coordinato le operazioni disponendo l’intervento di una motovedetta SAR della Guardia Costiera. Nel frattempo, in banchina, veniva predisposta un’ambulanza del 118 per garantire il trasferimento sanitario una volta raggiunto il porto.
Le operazioni di recupero del ferito si sono rivelate particolarmente impegnative a causa della distanza dalla terraferma e delle difficoltà tecniche legate al trasferimento dal motopesca alla motovedetta. Gli spazi ridotti a bordo e la conformazione delle due unità rendevano impossibile un passaggio diretto della barella in condizioni di sicurezza.
Gli equipaggi della Guardia Costiera, grazie alla preparazione e all’esperienza maturata negli interventi in mare, hanno quindi studiato una procedura alternativa: la barella spinale è stata assicurata e movimentata attraverso la gru di bordo del motopesca, consentendo il trasferimento del marittimo sulla motovedetta senza ulteriori rischi.
Una volta completato il delicato trasbordo, l’unità della Guardia Costiera ha fatto rientro a tutta velocità verso il porto di Civitavecchia, dove il personale sanitario era già pronto per prendere in carico il ferito e procedere al trasferimento in ospedale.
Un’operazione di soccorso che ha richiesto rapidità decisionale, capacità tecnica e un perfetto coordinamento tra Guardia Costiera e sanitari, dimostrando ancora una volta l’importanza del presidio di sicurezza garantito in mare dalle istituzioni.