Stampa questa pagina

PD LADISPOLI : NOTA SU MILANI E LA BIBLIOTECA COMUNALE /CONFERENZA SU REPUBBLICA DI SALO'

Martedì, Febbraio 25, 2020 12:31

 

(riceviamo e pubblichiamo) Sì, Assessore Milani, “la libertà è un concetto ampio e profondo e non può essere sfruttato secondo convenienza” – come Lei afferma – e questo concetto è ampiamente trattato nella Costituzione Italiana che indubbiamente

Lei conosce bene quando e come è nata. Però nella Sua replica alla sezione ANPI di Ladispoli Cerveteri circa la Conferenza titolata “La voce dei vinti” Repubblica di Salò, non ne tiene conto e afferma: “Da storico, io voglio sentire tutti, voglio approfondire e confrontarmi con chiunque e, nel caso convincere con la dialettica e la ragione il mio antagonista”. Nulla osta se questo “confronto”, Suo personale, avviene in una sede privata e non nella Biblioteca Comunale di Ladispoli le cui finalità sono ben descritte nel regolamento e non contemplano operazioni di revisionismo storico camuffate da iniziative culturali. Nella storia della Biblioteca Peppino Impastato non si è mai verificato che un Assessore alla Cultura usasse questo bene comune per scopi propagandistici legati a ideologie o partiti di appartenenza contravvenendo all’uso istituzionale della struttura. Lei ha rotto la tradizione. L’ANPI ha esposto correttamente la storia della Repubblica nazifascista di Salò, anzi avrebbe potuto calcare la mano riesumando fatti e misfatti, ma evidentemente il resoconto, pur essendo essenziale, ha toccato un nervo scoperto come si evince dalla Sua reazione. Reazione nella quale cerca di depistare la testimonianza repubblichina di Dario Fo (Lei dice di averlo amato) divagando anche a sproposito sulle convinzioni politiche del Premio Nobel della Letteratura, nonché la critica al sistema italiano del dopo guerra. Tutto questo però non toglie nulla al fatto che la Repubblica di Salò fu una creatura voluta dal capo del Terzo Reich, Adolf Hitler col supporto del responsabile della propaganda nazista Joseph Goebbels. “I vinti sono coloro che coltivavano l’ideologia malvagia della supremazia razziale e del regime totalitario sotto i simboli del fascio littorio, della svastica e del sol levante” secondo il patto Roma – Berlino – Tokyo. Questa è la verità storica e non ci sono esaltazioni nostalgiche che possano rimuoverla. Sono lontani i tempi in cui Lei esordì come scrittore col romanzo “L’inverno del pesco in fiore” che sicuramente, trattando la trama anche il periodo bellico, deve averla impegnata in una ricerca storica degli avvenimenti descritti peraltro con obiettività. La invitiamo pertanto ad esercitare il suo ruolo di Assessore alla Cultura sul binario delle competenze previste senza deragliare sul terreno della propaganda politica.

 

Share |