Giovedì 23 Gennaio 2020

Agostino Agaro, per Società Civile per Ladispoli, la proposta delle unioni civili va rispedita al mittente

Mercoledì, Aprile 23, 2014 14:14

 

L’ultima propagandistica iniziativa della larga maggioranza di centrosinistra, finalizzata ad attuare un registro di stato civile delle unioni tra coppie omosessuali, va respinta al mittente sul nascere.

Gli omosessuali meritano senz’altro accoglienza e rispetto. La stessa accoglienza e lo stesso assoluto rispetto ai quali è chiamata in primis la politica. Ma questo non vuol dire mischiare un istituto costituito da diritti e doveri con un’altro di soli diritti, sfumando i confini del primo nel secondo.

La delibera a cui sta lavorando il centro sinistra ladispolano non ha alcun valore legale e può considerarsi al massimo un malizioso ammiccamento nei confronti di un certo elettorato.

Riconoscere le unioni civili significa svilire gli impegni presi da chi decide di sposarsi. Il matrimonio è un contratto e come tale implica diritti ma anche chiari e specifici doveri. Riconoscere legalmente le unioni di fatto significa estendere i diritti matrimoniali a chiunque decida di convivere, ossia a persone che non sono sottoposte ad alcun vincolo, né in termini di durata dell’unione, né di sostegno del coniuge o di eventuali figli in caso di separazione.

Chi si sposa cede parte della sua individualità per diventare un nucleo familiare; una coppia che è poi la cellula fondamentale del nostro tessuto sociale. Ancor più preoccupante però è il fatto che questo riconoscimento apra la strada alle unioni e alle adozioni da parte di coppie omosessuali che poi, anche se ben camuffato con diciture neutre come unioni civili, pacs, ecc., è il vero motivo di questa battaglia portata avanti dalla sinistra. Per queste coppie rivendicare il diritto ad avere dei figli è comprensibile, ma fermiamoci però un attimo a pensare anche ai diritti del minore. Qual è il più rilevante? Quello egoistico di due persone ad una genitorialità a tutti i costi o quello di un bambino già privato di diritti naturali a cui lo Stato dovrebbe porre misure riequilibrative fornendo una famiglia tradizionale composta da un padre e da una madre?

Per quanto riguarda poi tutti gli altri diritti delle coppie omosessuali, da quelli patrimoniali a quelli di assistenza al partner in caso di malattia, è sufficiente l’aiuto di un bravo notaio. Non c’è alcun bisogno di istituire registri speciali. Al di là della religione o della morale, la famiglia è il nucleo fondante su cui si basa la nostra società e riconoscere le unioni di fatto significa soltanto disincentivare i giovani a sposarsi e disabituarli all’idea dell’impegno e della responsabilità. Potendo scegliere tra i diritti-doveri del matrimonio ed i diritti e basta dell’unione civile, per quale dei due istituti opteranno due giovani per suggellare il loro amore? Invece di perdere tempo a progettare surrogati incostituzionali della famiglia e dedicarsi a questioni che esulano dalle competenze di un assessore e di un consigliere comunale, non sarebbe meglio per questo centro sinistra -chiamato dai cittadini a governare la città- di occuparsi e di risolvere i concreti problemi delle famiglie già esistenti? Dove sono i posti di lavoro promessi? Dove è l’asilo nido comunale? Dove é il centro di aggregazione giovanile? Dove sono gli aiuti per le famiglie in gravi difficoltà economiche?

Società Civile per Ladispoli

 

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