Mercoledì 13 Novembre 2019

Marco e Francesco Camerini, Lettera aperta alle Istituzioni - Questa volta “Con il cuore per Silvia ed Emiliano” quando la burocrazia ci accanisce contro chi non dovrebbe In evidenza

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Venerdì, Ottobre 18, 2019 9:46

(riceviamo e pubblichiamo) “Vi proteggerò ora e sempre contro tutto e tutti dalle cattiverie .... purtroppo i primi a farcene sono le istituzioni, per loro siamo invisibili forse un peso, un rifiuto, uno scarto...” 
(papà Emiliano)
“Non mi piace andare a chiedere i soldi ....non ci si dovrebbe mai arrivare ad andare a chiedere ciò di cui si ha diritto ...mi sento umiliata sentirmi dire “no nn possiamo, nn si puo, nn abbiamo ...””.
(Mamma Silvia).
Questo lo sfogo apparso stamattina sul profilo Facebook di due genitori esausti. I genitori di Marco e Francesco Camerini, i due fratellini di Valcanneto affetti da Ceroidolipofuscinosi.
Il 7 dicembre del 2018 è stato loro concesso un contributo regionale finalizzato alla realizzazione di interventi di assistenza domiciliare in favore della disabilità gravissima dei bambini. Tale contributo viene versato dalla Regione Lazio nelle casse del Comune di Cerveteri. A vigilare su tutta la procedura i servizi sociali. E proprio da loro è stato deciso di erogare tale contributo ogni tre mesi. Il rimborso (delle spese sostenute nel frattempo dai genitori), è subordinato alla consegna della documentazione per l’effettuata prestazione assistenziale. (pagamento stipendio e contributi dell’assistente a domicilio) che va però consegnata entro il giorno 5 di ogni mese (Per poi avere la liquidazione ogni tre mesi). 
In caso di oltrepasso dei termini stabiliti la liquidazione avverrà unitamente a quella del mese successivo.
Bene, ieri, in data 17 ottobre, non avendo ancora ricevuto il rimborso si è deciso di tornare negli uffici “Servizi sociali del Comune di Cerveteri” (presente anche la sottoscritta) per chiedere spiegazioni di tanto esagerato ritardo.
- manca una firma del dirigente che è in ferie. 
- la pratica la stanno lavorando in ragioneria.
- si attendendo le documentazioni di altri aventi diritto al rimborso (termine scaduto il 5 del mese)per disabilità grave. Le pratiche si liquidano tutte insieme.
- purtroppo c’è un giro di burocrazia infinita
-passerà almeno un’altra settimana (quindi alla fine quasi un mese di ritardo). 
Tutto questo e molto altro è stato riferito dalle impiegate addette al ricevimento del pubblico, ovviamente non responsabili di un sistema burocratico, macchinoso estremamente lento a discapito di chi come Silvia ed Emiliano, attendono un disperato aiuto dalle istituzioni.  
Possibile non si capisca che per loro anticipare i tre mesi di stipendio per chi li aiuta a domicilio è un’impresa impossibile? 
Invece di erogare il rimborso  anticipatamente per affrontare le loro spese impossibile da sostenere, c’è sempre un ritardo esagerato del rimborso, anche di un mese.
Emiliano ha lasciato il lavoro per assistere il figlio. 
Silvia ha dovuto assumere una ragazza che le desse una mano con Francesco.
ISTITUZIONI, ma cosa state aspettando? Volete o no ascoltare questo grido di aiuto? 
Non basta la disperazione che hanno nel cuore? È necessario umiliarli in questo modo? 
Attendiamo risposta.

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