Mercoledì 21 Agosto 2019

Movimento Civico Ladispoli Città - su bocciatura TAR Punta di Palo In evidenza

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Martedì, Luglio 02, 2019 13:45

(riceviamo e pubblichiamo) La vittoria al Tar della Pezone srl segna il passaggio centrale della politica dell'amministrazione Grando
, incentrata sulla propaganda e poco altro. Una sconfitta, quella dell'amministrazione di Ladispoli, che si ripercuote pesantemente su tutto il comune e che potrebbe ricadere, addirittura, su parte del consiglio comunale. Infatti, qualora fosse ingaggiata un’azione di risarcimento, anche i consiglieri che hanno votato la deliberazione del 22 giugno 2018 (relativa alla revoca del Piano Integrato di Punta di Palo), potrebbero essere chiamati a rispondere. Di certo c’è che, a leggere il dibattito di quella sera, si capisce a che livello si può spingere la propaganda e quanti danni può causare. 
 
Appare lontana dalle intenzioni di questa amministrazione l’idea di discutere realmente di una previsione di città, come se non sapesse quale desiderare, per quale obiettivo lavorare. Una città, Ladispoli, che in due anni si è sempre più inasprita, guardando al passato, con una concezione basata solo sulla storica filosofia di voler aumentare il numero degli abitanti senza ripensare alla capacità dei servizi.
 
Mentre la città si è modificata sotto i loro occhi, gli amministratori attuali si sono dedicati a dispute di fazioni, a polemiche inutili, a invettive.  Eppure la vicenda di Punta di Palo segna un passo di notevole importanza, per l'improvvisazione - l'ennesima - per la superficialità, in nome di una sospensione che il Tar ha stigmatizzato pesantemente, mettendo in evidenza che il Comune di Ladispoli ha così causato un "danno di immagine ed economico". 
 
Davvero uno scenario inquietante, mosso su un terreno molto scivoloso, che si è percorso non pensando ad altro che alla propaganda. Gli interventi consigliari di quella sera, nello specifico quelli del sindaco e di Ardita, ne sono indicativi. Dietro ad una volontà di ri-trattare col privato, come avvenuto nel caso di Piazza Grande, si nascondono un'ordinanza dirigenziale e un atto deliberativo pieni di buchi, di mancanze, che non potevano che portare a una sconfitta pesante e ad un esito che potrebbe mettere a repentaglio anche le casse pubbliche. 
 
L'equilibrismo del Sindaco Grando, nella sera dell'adozione della delibera poi annullata da Tar, ha trovato una risposta netta, chiara, in questo pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale. Nel suo intervento, infatti, Grando ha confermato in linea teorica di essere favorevole ai piani integrati per poi annullare questo, nato come turistico ricettivo; ha ribadito la volontà di un coinvolgimento dei privati, che poi ha adottato a corrente alterna, escludendone qualcuno ed includendone qualcun altro, peraltro usando una frase “quando i nemici si moltiplicano, noi acceleriamo" che lo ha portato a sbattere contro un muro, col rischio di portarsi dietro tutti i consiglieri che votarono quella deliberazione.
 
Tutto questo senza voler rientrare ora nel merito della gestione complessiva dell’Urbanistica locale, dalla delibera - farsa di revoca di altri 7 piani integrati (ci piacerebbe conoscere oggi quale sia il destino previsto per le aree interessate e se i promotori abbiano mosso azioni affini a questa nei confronti del Comune) fino al mancato rinnovo della del. 12/2006 per la salvaguardia architettonica del centro città. Un cammino privo di respiro e visione, quello intrapreso sul fronte della programmazione territoriale, che rischia di peggiorare l’economia locale e di  logorare le casse già vuote dell’Ente.
 
Movimento Civico Ladispoli Città

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