Mercoledì 11 Dicembre 2019

La lega SPI/CGIL sui tagli al sociale In evidenza

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Mercoledì, Giugno 19, 2019 15:06

Proverbio cinese: "quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito". Gli effetti dei
tagli ai servizi domiciliari del Comune di Ladispoli


I tagli ai servizi di assistenza domiciliare quali effetti possono avere sulla spesa pubblica?
Questa è la domanda che ciascun amministratore che si occupa di welfare dovrebbe porsi
non guardando il dito ma la luna cioè il futuro non tanto lontano. La riduzione drastica a
questi servizi al di là del "pannicello caldo" al Bilancio 2019 in affanno, non solo aumenterà
la sofferenza di utenti, famiglie e operatori del settore, già duramente provati, ma in tempi
medi aumenterà la spesa. Perché? Gli amministratori esperti dovrebbero sapere che subito
dopo i servizi di assistenza domiciliare, nel circuito asdistenziale ci sono gli istituti di ricovero
variamente denominati. Per non parlare dei ricoveri impropri negli ospedali. Per i disabili le
strutture spesso pseudo riabilitative, per gli anziani le residenze sanitarie assistite, per i
minori le case famiglia. Qui abbiamo rette che variano al variare delle condizioni individuali
ma sono spese che gravano su aziende sanitarie e comuni in maniera sempre più rilevante
e soprattutto con costi elevati e fissi.
Quanto costa una retta in RSA per un anziano e quanta assistenza domiciliare potrebbe
avere utilizzando il corrispettivo per rimanere a casa? Con la spesa per la retta un anziano
non autosufficiente a casa potrebbe avere circa 6 ore di assistenza domiciliare, rimanere in
carico al medico curante, al centro di assistenza domiciliare sanitaria e soprattutto rimanere
nel suo ambiente di vita. Ma 6 ore a volte non servono. Possono servirne di meno. Se
alziamo lo sguardo alla luna, vediamo che all'orizzonte si profila un significativo aumento di
disabili e anziani dovuto all'aumento dell'aspettativa di vita. Allora? Quale sarà la spesa
pubblica per i ricoveri se non si ripensa radicalmente l'organizzazione di tutto il settore? Ci
aspettiamo da un amministratore che sia competente e lungimirante: che promuova incontri
con i tecnici, con le istituzioni coinvolte (Asl, distretto, città metropolitana, regione), con le
associazioni, con i sindacati, che renda pubblici i dati in suo possesso e prenda decisioni
possibilmente condivise. Ma fino ad oggi di questo amministratore a Ladispoli non c'è
traccia. Si deve sempre sperare in un'inversione di tendenza sempre che la si voglia e si sia
capaci di farla. Noi siamo qui a lottare per i più fragili e deboli, accanto a utenti e famiglie! A
proposito….sapete quanti sono a Ladispoli gli ultra settantenni che si fanno carico ancora
dei figli disabili preoccupati per il loro futuro?
Lega SPI/CGIL

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