Domenica 23 Settembre 2018

IL 14 LUGLIO "IL MONDO SENZA GLI ATOMI" A LADISPOLI In evidenza

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Lunedì, Luglio 09, 2018 13:20

Prosegue la serie di presentazioni de "Il Mondo senza gli atomi", ultimo libro di racconti di Carlo Cuppini. Il 14 luglio dalle ore 18:00 sarà la libreria Scritti&Manoscritti di Ladispoli (Via Ancona, 118) ad ospitare l'autore fiorentino che ne parlerà insieme all'attore Simone Giacinti, al blogger Gianfranco Marcucci e ad un giovanissimo lettore d'eccezione, il tredicenne Francesco Caia.

“Il mondo senza gli atomi” è un libro composto da 41 racconti brevissimi e strani. Leggendolo si può incontrare: il mondo senza gli atomi, il figlio del mondo, parecchi migranti interstellari, ribelli sparsi sui pianeti di diversi sistemi solari, i nuovi venuti, le ombre e un merlo che se le è mangiate, i bocciati e perciò deportati, chi ha deciso che quattro dita sono abbastanza e chi quattro dita se le fa bastare, grossi uccelli pelosi con i loro testicoli enormi, un angelo sminatore dal cazzo smisurato, gli aspiratori, Claudia e Roberto, orde di camerieri rivoluzionari e i loro figli viziati, tre ragazzi illegali, gli struzzi, gli elefanti e ancora altri migranti, l'uomo che coltiva bonsai, l'uomo che scappa dai vortici, il papa nello spazio con un abito a campana, gli abitanti dei pianeti remoti, varie fini del mondo, la tredicesima in particolare, gli uni e gli altri, il domatore di ragni, i licantropi di Urbino, una pantera alle porte di Roma, i cosacchi, una serie di strane apparizioni tra due cerchie di mura medievali, il Mal Vivente, l'uomo vitruviano, le farfalle ai tempi della crisi, un angelo rilevatore, uno psicanalista in partenza per la Luna, Mandelstam il poeta, Pinocchio e Carlo Marx, dei delfini mutanti e un'algida dea con l'accetta, parecchi cani morti e un bambino su un'oca, il prosciutto di cuore, i cocchieri di Gaza, leoni che sembravano gattini, vari energumeni e malintenzionati, un carrista cieco a San Gimignano, il traffico veicolare, un padre, un astronave, una dozzina di cani biondi, una madre.

Prima de “Il mondo senza gli atomi” Carlo Cuppini aveva pubblicato un libro di poesia intitolato “Militanza del fiore”, dove non si capiva molto, anzi quasi niente. In quelle poesie c'era un corpo a corpo con il linguaggio, quel mostro possente e multiforme che ci domina e ci appartiene, e fa di tutto per parlarci come vuole, mentre finge di lasciarsi parlare. Dal corpo a corpo si esce sempre sudaticci, malconci, spesso suonati, a volte disintegrati. Ma non ci si può sottrarre, perché la posta in gioco è il vero, l'umano, la compassione, il miracolo. Perciò c'era lo scontro in primo piano; ma era il lirismo – almeno a tratti – a dover dire l'ultima parola. Tutta qui la scommessa.

Allo stesso modo, nei racconti di “Il mondo senza gli atomi” si vaga in un labirinto di immagini, sogni, incubi, visioni: e c'è un dimenarsi sgangherato delle trame, alla ricerca di un buco nella rete del senso che possa consentire un sorriso non omologato, una complicità non autorizzata, una speranza disperata, un gesto non contemplato nel campionario contemporaneo.

Questi racconti sono fiabe popolari o incubi esistenziali, che nascono e svaniscono prima che si faccia in tempo a crederci, o a dubitare. Storie della buonanotte. Storie buone sotto l'ombrellone. Storie da leggere sul gabinetto mentre il mondo scompare. Storie che lasciano una scia in mezzo al cuore: un sorriso amaro, un timore ancestrale, una speranza senza armi, con le ali.

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