Venerdì 9 Dicembre 2022

Lettera aperta all'I.C. “Ilaria Alpi” In evidenza

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Lunedì, Giugno 06, 2022 7:54

Quando la professoressa Giada Laganà mi ha proposto un'intervista da realizzare con le ragazze e i ragazzi dell'Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi” sono rimasto un po' perplesso. Come organizzare questo incontro? Quanti sarebbero stati gli studenti

coinvolti? Come incastonare una serena chiacchierata in uno spazio dedicato al “Maggio dei libri”? Più il tempo trascorreva e più aumentavano gli interrogativi. Lettori si nasce o si diventa? Bella domanda! Il fascino di conoscere, il desiderio di allargare gli orizzonti, il piacere di far viaggiare la mente sono momenti unici per ognuno. Scocca una scintilla, si accende una luce che si propaga. Dentro! E d'un tratto tutto si fa più chiaro e il piacere della conoscenza inizia a moltiplicarsi. Così quando mi sono trovato faccia a faccia con gli studenti ho capito che eravamo compagni di strada, non di scuola. Ero seduto di fronte a loro ma in realtà ero mescolato con chi era presente a quell'incontro. L'intervista ce la siamo costruita insieme: ci siamo posti un po' di domande, ognuno ha contribuito con le sue letture a superare un altro gradino nella scala della conoscenza. Per quanto mi riguarda ho risfogliato, piacevolmente, le pagine polverose del mio trascorso, quelle che mi hanno formato e mi hanno fatto “crescere”. Proprio all'età dei miei giovani interlocutori. L'età in cui l'anima comincia a viaggiare da sola e si forma. Certo, in questo contesto dei libri, mi sento fuori sintonia a confessarvi che il mio libro più bello è stato quello che non ho mai potuto leggere perchè quello che doveva essere l'autore non lo ha mai voluto scrivere. Si riteneva troppo ignorante per farlo. Se vi farà piacere potrete leggere le idee di Socrate, le sue filosofie, i suoi ragionamenti attraverso altri autori, come Platone. Ho imparato così che il pensiero non si può imprigionare, che la conoscenza è libertà. Per quanti sforzi possano aver fatto i tiranni, i despoti e i malvagi nel bruciare libri e anche persone per rendere cenere opere e pensieri, nessuno finora ci è riuscito. Care studentesse e cari studenti vi ringrazio per avermi riportato indietro nel tempo (sessanta anni sono tanti) e per avermi fatto sentire che i ricordi del passato vivono in voi, che siete insieme il presente e il futuro. Un testimone che è bello passare a ragazzi come voi. I ragazzi come noi!

Fabio Bellucci

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