Giovedì 19 Maggio 2022

Il “disarmo” del Gazzettino di Ladispoli” di Carla Zironi In evidenza

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Lunedì, Maggio 09, 2022 9:33

C’era una volta “Il Gazzettino di Ladispoli”…Non è un’operazione “nostalgia”, ma la constatazione di un vuoto informativo a larga diffusione. Il periodico comunale, nato nel 1997 sotto il Centrodestra dell’allora Sindaco Perilli,

è scomparso dalle edicole 5 anni fa, “disarmato”, soppresso dall’Amministrazione Grando che ha affidato la comunicazione esclusivamente ai Social e ai Media privati. Canali che anche le passate Giunte di progresso usavano ma con l’ausilio di una rivista mensile, formato tascabile e gratuita, che di fatto era la vetrina comunitaria della vita in Città: fatti, notizie, avvenimenti, progetti… Insomma un condensato con l’obiettivo di tenere aggiornati i ladispolani. Il Gazzettino non era un semplice capriccio di chi governava da Piazza Falcone, bensì uno strumento informativo, pubblico, a norma di legge. Ma qualcuno non gradiva e scoccava dardi avvelenati con la scusa dei costi e della (a parer suo) inutilità della pubblicazione e con altre motivazioni non prive di una certa fantasia. E allora facciamo un’operazione chiarezza con l’ex Direttore Roberto Turbitosi.

“È vero – conferma Turbitosi - era un continuo attacco politico all’Amministrazione, ma spesso anche al sottoscritto e alla sua professionalità”. Se ben ricordo il Gazzettino era una pubblicazione bipartisan, oltre alla maggioranza, c’era spazio per l’opposizione, vero Turbitosi? “Nel corso dei miei 20 anni di direzione della testata comunale, non ho mai cestinato nulla e nessuno. Anzi, fermo restando la priorità per le iniziative dell’Amministrazione, com’è giusto che fosse stante la natura peculiare della testata, andavo alla continua ricerca anche di notizie provenienti dalla minoranza, per la verità non sempre facili da trovare ed ottenere”.

Tenendo conto anche dell’apporto economico degli inserti pubblicitari, i costi erano davvero così esorbitanti come alcuni lamentavano? “Sicuramente no. Ho dovuto più volte smentire voci che taluni diffondevano sui Social e su varia stampa locale, ma anche in Aula consiliare, circa la presunta eccessiva esosità delle spese sostenute per il periodico, additando in particolare il mio appannaggio e anche la mia persona, spesso messa sul banco degli imputati e talvolta anche pubblicamente diffamata. Il mio compenso – prosegue Turbitosi - era tutt’altro che elevato, quantomeno in rapporto al lavoro svolto, cioè non solo quello di direttore responsabile ma di un tuttofare, avendo ricoperto ogni ruolo possibile e immaginabile esistente in una redazione: dal giornalista vero e proprio (autore di tutti gli articoli) al titolista, dal correttore di bozze al fotografo, dall’impaginatore a quant’altro occorresse per confezionare un buon prodotto. Un prodotto, quindi, realizzato dal sottoscritto al 100% in ogni minimo dettaglio”.Ma non vi erano solo i detrattori. Ben diversamente la pensavano molti lettori i quali, stando a un edicolante del centro, hanno continuato a chiedere la copia per almeno due mesi dalla soppressione avvenuta in sordina. Finché anche sul pubblico è calato il silenzio ma non l’oblio.

“D’altronde – aggiunge Turbitosi – non tutti seguono i Social e le testate on-line: c’è ancora chi preferisce un giornale cartaceo, come il sottoscritto che tutti i giorni si reca all’edicola ad acquistare almeno un quotidiano da poter sfogliare. C’era, e c’è ancora oggi, chi rimpiange quella rivista istituzionale, ricca di testi e fotografie, ma soprattutto in grado di informare i più su quanto avveniva all’interno del Palazzo comunale, e anche oltre”.

Solo i nuovi maggiorenni non hanno memoria di quelle pubblicazioni, perché sul “Gazzettino” i giovani dell’epoca avevano cittadinanza. Ma torniamo ai costi: di che numeri si parlava realmente?

“Considerati gli introiti pubblicitari, la spesa netta ANNUALE del Gazzettino ammontava ad alcune decine di migliaia di euro tutto compreso. Chi aveva l’abitudine di criticare addebitava alla nostra rivista (non so se per mera ignoranza o per becera malafede) tutte, e sottolineo tutte, le spese dell’informazione comunale, quindi compresi anche i costi dell’Ufficio stampa, ammontanti questi ultimi ad oltre il 40% del totale. Ovviamente la quota del restante 60% facente capo al Gazzettino comprendeva le spese della tipografia, quindi la grafica e la stampa di 5mila copie mensili, a colori, e della distribuzione. Quello dei costi del Gazzettino è stato sempre un falso problema – puntualizza Turbitosi - comunque ricorrente, utilizzato dal 1997 al 2017 per pura propaganda politica contro le Amministrazioni comunali in carica.” Un dubbio: l’attuale Amministrazione ha mai avuto o avrebbe materiale a sufficienza relativo al management per riempire mensilmente un Gazzettino? Carla Zironi

 

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Ultima modifica il Lunedì, 09 Maggio 2022 20:09