Mercoledì 21 Agosto 2019

Le ultime dal Comune

 (riceviamo e pubblichiamo) Il capogruppo della LEGA Luca Quintavalle torna ad accusare la vecchia amministrazione per i tagli effettuati (dalla sua giunta) sul sociale. Tira in ballo cifre, ipotetici ammanchi e l’intervento fatto in consiglio dall'allora assessore Eugenio Trani, in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2017.

Non abbiamo mai negato che gli enti locali vivono anni di profonda crisi anche a causa dei tagli lineari effettuati dai governi centrali ma siamo altrettanto consapevoli che questo non basta a giustificare l’approssimazione della giunta Grando, emersa drammaticamente nella gestione delle risorse per il terzo settore.

I dati reali della spesa sociale per gli esercizi 2016/2018 ci raccontano una storia diversa da quella narrata sui social da Quintavalle. Dal consuntivo 2016 (ultimo della giunta Paliotta) al consuntivo 2018 (secondo della giunta Grando), le politiche sociali hanno perso quasi 400.000,00 euro, la maggior parte dei quali proprio nel 2018, primo anno di gestione completa del nuovo esecutivo.

Il 2017, amministrato solo per metà dalla giunta Paliotta, ha costretto l'allora assessore Trani, a portare in aula un bilancio preventivo gravemente compromesso nella spesa corrente per via di norme e vincoli ( gli stessi che gli attuali amministratori tirano spesso fuori per giustificare le proprie azioni). Quella sera, Trani riconobbe il suo stesso lavoro come vergognoso, perché frutto di obblighi e di equilibri numerici rispettosi della legge ma lontani dai bisogni dei cittadini. Tutta l'ex giunta era consapevole dell’enorme responsabilità verso le famiglie, gli utenti e i lavoratori e, allo stesso modo, dello svilimento del lavoro degli amministratori locali, ormai equiparati a sceriffi delle casse pubbliche. Per recuperare più somme possibili, oltre alle variazioni (in quel caso fatte dalla nuova amministrazione) l'assessore Trani - e l'esecutivo tutto - hanno percorso ogni strada, compresa quella dell'auto-tassazione, rinunciando alle indennità di carica per un periodo necessario a coprire almeno uno dei capitoli del sociale in sofferenza. E lo hanno fatto per rispondere a un'emergenza, consci che non fosse quella la via per rinforzare un settore così nevralgico, che richiede risorse certe, sistematiche e strutturali. 

Insomma, con tutti i limiti del caso, gli assessori, i consiglieri e le forze politiche dell'allora maggioranza, "ci hanno messo la faccia", come si usa dire. In primis l’ex sindaco Paliotta che, nel corso degli ultimi cinque anni di mandato, ha lasciato nei capitoli del terzo settore più di 130.000,00 euro, sottraendoli alla propria indennità. Non si può dire lo stesso dell'attuale amministrazione, né dell'assessore al sociale Cordeschi che, in due anni, si è distinta per un numero imprecisato di annunci, di invettive contro la Regione e di assenze pesanti, come quella nella manifestazione organizzata dal Forum un paio di settimane fa. Una modalità, la sua, che ha inevitabilmente contribuito a sfaldare la coesione sociale, ad isolare e indurire i cittadini non solo verso il comune ma anche nei rapporti interpersonali. Un sentimento di sfiducia, questo, che sarà difficile da smantellare per chiunque arriverà ad amministrare Ladispoli dopo Grando.

Tornando al consiglio comunale per l'approvazione del preventivo 2017, Trani scrisse quell’intervento perché, pur lavorando quotidianamente con i numeri, era consapevole del fatto che un bilancio comunale non può essere composto di sole cifre che quadrano. Deve rispecchiare l’impegno e la cura dell’Ente nei confronti dei propri cittadini e, per la prima volta in 20 anni, emergeva la possibilità concreta di deludere seriamente quei bisogni e quelle aspettative. Qualche settimana dopo, le elezioni hanno restituito alla coalizione a trazione leghista di Grando, il compito di gestire le risorse di Ladispoli. Sin dalla campagna elettorale, gli esponenti dell'attuale maggioranza, hanno criticato con astio le scelte - spesso dolorose - adottate dall'amministrazione uscente. Una volta entrati a palazzo Falcone, però, si sono mossi nella stessa direzione peggiorando, per giunta, un quadro economico già fortemente indebolito. Hanno disatteso l'opportunità di invertire una tendenza (come chiesto dagli elettori) guardandosi costantemente indietro, additando chi le responsabilità verso la città - comprensive delle conseguenze - le aveva sentite ed assunte in toto, al punto da perdere il consenso dei cittadini, interrompendo un ciclo ventennale.

La differenza più profonda tra chi c'era e chi c'è, però, risiede nel rapporto che si è scelto di avere con la città. Nessuno della vecchia amministrazione si è nascosto dietro un dito, parlando con chiarezza ai cittadini, senza omettere la verità. I nuovi amministratori, che leggono nelle parole usate allora da Trani un elemento su cui cogliere "in fallo" chi li ha preceduti, non si pongono il problema - come nel caso di Quintavalle - di parlare di cifre fantasiose, di annunciare buchi di gestione mai esistiti o, peggio - come nel caso del Sindaco - di andare alla radio a promettere un milione di euro in più sul sociale e targliarne invece i capitoli. Così, tra le menzogne per mantenere l'esercizio del potere e le verità scomode da rivelare, non abbiamo dubbi su quale sia la scelta da compiere. 

Movimento Civico Ladispoli Città

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Dopo le Frecce Tricolori, Ladispoli si appresta ad ospitare un altro evento di caratura nazionale. E' iniziato il conto alla rovescia per l'assegnazione della fascia di Miss Roma, valida per il titolo di Miss Italia 2019. E sarà evento nell'evento.

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 Una giornata al mare con un laboratorio di educazione ambientale grazie all’evento di Marevivo e Rilastil organizzato sabato 6 luglio a Ladispoli, che ha visto la partecipazione di oltre quaranta persone tra bambini e adulti.

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